Castellammare, una spiaggia pubblica accessibile restituisce il diritto al mare

20 Luglio 2025

Inaugurato un tratto di arenile con camminamenti, gazebo e sedie JOB. Il progetto “E così SIA”, promosso da UNIAT APS con il Comune e altri partner, porta il turismo inclusivo dentro una spiaggia comunale gratuita.

Una passerella che arriva verso il mare può fare la differenza tra osservare la spiaggia e poterla vivere. Venerdì scorso 18 luglio, sul lungomare di Castellammare di Stabia, è stato inaugurato un tratto di arenile pubblico attrezzato per le persone con disabilità. Camminamenti, gazebo e sedie JOB per l’ingresso in acqua hanno reso accessibile una porzione della spiaggia comunale, nell’ambito del progetto nazionale “E così SIA – Spiagge Inclusive Accessibili”.

Il progetto è stato promosso da UNIAT APS, l’Unione nazionale inquilini ambiente e territorio, in collaborazione con il Comune di Castellammare e altri partner, con un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’intervento si inserisce in una fase di riapertura e riorganizzazione del rapporto tra la città e il mare. Il Comune aveva già indicato come obiettivo per il 2025 il mantenimento dell’arenile della Villa comunale come spiaggia libera e la riqualificazione di altri tratti costieri. La spiaggia inclusiva aggiunge un criterio preciso: la gratuità di uno spazio non basta se il percorso, l’ingresso in acqua o la sosta restano impraticabili per chi usa una carrozzina o ha una ridotta mobilità.

Rampe e sedie speciali sono indispensabili, ma non esauriscono il concetto di accessibilità. Servono manutenzione, personale formato, informazioni chiare, prenotazioni semplici quando necessarie, servizi igienici adeguati e continuità degli orari. Le fonti dell’inaugurazione descrivono le dotazioni fisiche, ma non pubblicano un quadro completo della gestione successiva, degli addetti o del numero di persone accolte durante la stagione.

Questa distinzione è importante per il Terzo Settore. Le associazioni delle persone con disabilità possono contribuire alla progettazione e alla verifica dei servizi, segnalando ostacoli che sfuggono a una valutazione puramente tecnica. Gli enti di promozione sociale possono inoltre accompagnare le famiglie, formare volontari e costruire attività ricreative inclusive. La collaborazione con un’APS nazionale come UNIAT mostra un modello misto, nel quale amministrazione locale e realtà sociale concorrono a rendere fruibile un bene pubblico.

L’uso dell’espressione “diritto al mare” non deve restare uno slogan. Significa poter raggiungere la spiaggia, restarvi in condizioni dignitose ed entrare in acqua in sicurezza, senza dipendere da soluzioni improvvisate o dalla disponibilità occasionale di altre persone. Significa anche evitare che l’accessibilità sia confinata a uno stabilimento costoso: collocare le dotazioni in un arenile comunale amplia la platea e lega l’inclusione al carattere pubblico della costa.

Castellammare è  uno dei territori coinvolti nel progetto pilota nazionale nonché l’unico Comune non capoluogo tra le cinque località considerate. La formulazione, non accompagnata nella pagina da un elenco completo, viene qui riportata soltanto come informazione attribuita alla testata. Il dato più solido è quello osservabile: il tratto di spiaggia è stato inaugurato con camminamenti, gazebo e ausili per la balneazione.

La verifica futura dovrebbe concentrarsi su utilizzo effettivo, giorni di apertura, manutenzione e ascolto degli utenti. Un canale pubblico per segnalare guasti o richiedere assistenza renderebbe il servizio più trasparente; una rilevazione anonima potrebbe far emergere ostacoli non previsti nel progetto. Sono strumenti semplici, utili anche a programmare la stagione successiva.

Senza questi elementi una spiaggia accessibile rischia di essere una vetrina stagionale. Con una gestione stabile, invece, può diventare un servizio di turismo sociale e una risorsa ordinaria per i residenti.

Il passaggio del luglio 2025 ha avuto un valore concreto: Castellammare ha aggiunto all’arenile pubblico attrezzature che riducono barriere fisiche immediate. Il passo successivo è trasformare quell’intervento in una politica costiera continuativa, misurata sull’autonomia delle persone e non soltanto sul numero delle opere installate.

## Agosto 2025

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