Natale solidale: panettoni, mercatini e raccolte fondi. Come può farli un’associazione?

28 Settembre 2026

Con l’avvicinarsi delle festività si moltiplicano panettoni solidali, mercatini, cene ed eventi benefici. Ma quando queste iniziative possono essere considerate vere raccolte fondi e quali accortezze deve adottare un’associazione?

Con l’arrivo del periodo natalizio, per molte associazioni comincia anche la stagione della solidarietà.

Panettoni, calendari, stelle di Natale, piccoli gadget, mercatini, cene solidali e manifestazioni diventano strumenti attraverso i quali raccogliere risorse per finanziare progetti e attività associative.

Ma c’è una domanda che spesso viene sottovalutata:

un’associazione può distribuire prodotti e ricevere denaro senza trasformarsi, di fatto, in un’attività commerciale?

La risposta richiede di capire innanzitutto che cosa si intende per raccolta fondi.

Non è semplicemente “vendere qualcosa”

Per gli Enti del Terzo Settore il riferimento fondamentale è l’articolo 7 del D.Lgs. 117/2017, il Codice del Terzo Settore.

La norma definisce la raccolta fondi come l’insieme delle attività e delle iniziative realizzate da un ETS allo scopo di finanziare le proprie attività di interesse generale.

E c’è un aspetto particolarmente importante.

La raccolta può essere realizzata anche attraverso la cessione o l’erogazione di beni o servizi di modico valore, oltre che mediante donazioni, contributi, eventi e altre forme di sostegno.

Ciò significa che distribuire un panettone, un calendario, una pianta o un piccolo gadget in occasione di una campagna solidale può rientrare in un’attività di raccolta fondi.

Ma non basta mettere la parola “solidale” davanti al nome del prodotto.

Il panettone solidale non deve diventare un normale prodotto commerciale

Immaginiamo un’associazione che, in vista del Natale, acquisti dei panettoni e li proponga ai propri sostenitori per finanziare un progetto.

L’iniziativa deve essere costruita e comunicata per ciò che realmente è: una campagna attraverso la quale il cittadino sostiene le finalità dell’ente, ricevendo eventualmente un bene di modico valore collegato alla raccolta.

Diverso sarebbe organizzare stabilmente una vera e propria attività di vendita di prodotti, con logiche tipicamente commerciali.

È quindi importante guardare non soltanto al fatto che venga consegnato un bene, ma anche alle modalità concrete con cui l’iniziativa viene organizzata, alla sua finalità e al rapporto con il sostenitore.

Trasparenza prima di tutto

Il Codice del Terzo Settore pone tre principi fondamentali alla base della raccolta fondi:

verità, trasparenza e correttezza.

Chi sostiene l’associazione deve poter comprendere con chiarezza chi sta promuovendo l’iniziativa, per quale finalità vengono raccolte le risorse e quale progetto o attività si intende finanziare.

Una comunicazione come:

“Con il tuo contributo sostieni le attività della nostra associazione. Come segno di ringraziamento riceverai il nostro panettone solidale”

esprime, ad esempio, una logica profondamente diversa dalla semplice esposizione di un prodotto con relativo prezzo di vendita.

La raccolta fondi deve quindi essere anche un momento di fiducia tra associazione e sostenitore.

Mercatini, cene ed eventi: stesso principio

Il ragionamento non riguarda soltanto i panettoni.

Durante il periodo natalizio sono frequenti anche mercatini solidali, spettacoli, cene, lotterie nei casi consentiti dalla specifica normativa, manifestazioni e altre iniziative finalizzate al sostegno delle attività associative.

Le stesse Linee guida ministeriali sulla raccolta fondi richiamano diverse modalità utilizzabili dagli ETS, tra cui eventi anche di piazza e merchandising.

Il principio rimane però sempre lo stesso: l’iniziativa deve essere coerente con la finalità di reperire risorse destinate al perseguimento delle attività di interesse generale dell’ente.

Attenzione anche alla rendicontazione

Organizzare correttamente la campagna è solo una parte del lavoro.

Una volta terminata l’iniziativa, occorre poter ricostruire con chiarezza quanto è stato raccolto e quali costi sono stati sostenuti.

Il Codice del Terzo Settore e la disciplina attuativa prevedono infatti specifici obblighi di rendicontazione delle raccolte fondi, proprio per assicurare trasparenza nei confronti dei sostenitori e consentire i controlli previsti dall’ordinamento.

Non bisogna quindi aspettare la fine dell’iniziativa per domandarsi dove siano ricevute, fatture, spese e incassi.

È molto più semplice predisporre fin dall’inizio una piccola organizzazione amministrativa della raccolta.

Prima di partire, quattro domande

Un’associazione che sta preparando la propria iniziativa natalizia dovrebbe quindi chiedersi:

Per quale finalità stiamo raccogliendo questi fondi?

È chiaro ai sostenitori che stanno contribuendo a una raccolta fondi dell’associazione?

I beni eventualmente distribuiti sono coerenti, anche per valore e modalità, con questo tipo di iniziativa?

Siamo in grado di documentare correttamente entrate e spese?

Se queste domande vengono affrontate prima dell’inizio della campagna, molti problemi possono essere evitati.

Solidarietà sì, ma con una buona organizzazione

Panettoni, mercatini e iniziative natalizie rappresentano una grande opportunità per il Terzo Settore.

Non servono soltanto a raccogliere risorse: permettono alle associazioni di incontrare cittadini, raccontare i propri progetti, coinvolgere nuovi sostenitori e far conoscere il valore sociale delle proprie attività.

Il messaggio, quindi, non deve essere quello di scoraggiare queste iniziative.

Al contrario: facciamole, ma facciamole bene.

Perché anche dietro un semplice panettone può esserci un progetto importante da sostenere.

E una raccolta fondi organizzata con trasparenza e correttezza non aiuta soltanto il bilancio dell’associazione: rafforza soprattutto la fiducia di chi decide di sostenerla.

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