La Regione Campania ha approvato le graduatorie dell’avviso FSC: 4,75 milioni sono riservati alla linea sociale guidata dagli ETS. Gli atti di concessione e gli impegni di spesa dovranno essere adottati con provvedimenti successivi.
Quarantatré progetti di turismo enogastronomico a finalità sociale sono collocati in posizione utile per il finanziamento in Campania. La graduatoria, approvata con decreto dirigenziale n. 405 del 17 luglio e pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale del 23 luglio, assegna alla linea “Inclusione sociale” una dotazione complessiva di 4,75 milioni di euro.
Il provvedimento conclude la fase di valutazione dell’avviso aperto nel 2025, ma non coincide ancora con la concessione definitiva delle agevolazioni. Il decreto rinvia a successivi atti sia la concessione sia l’assunzione degli impegni di spesa. I progetti utilmente collocati saranno finanziati seguendo la graduatoria e fino all’esaurimento delle risorse.
La precisazione è essenziale. Essere “ammissibile a finanziamento” significa avere superato la valutazione e trovarsi dentro la capienza prevista; non significa che il contributo sia già liquidato o che le attività siano iniziate. Per i proponenti restano i passaggi amministrativi indicati dall’avviso e dai futuri provvedimenti regionali.
Due linee, 9,5 milioni
L’intervento è finanziato nell’Accordo per la coesione della Regione Campania, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Oltre ai 4,75 milioni per l’inclusione sociale, altri 4,75 milioni sono destinati alla linea “Valenze territoriali”. In quest’ultima risultano ammissibili 64 progetti, ma soltanto 27 sono collocati in posizione utile.
Nella linea sociale sono 45 le proposte ammissibili e 43 quelle finanziabili con la dotazione disponibile. Complessivamente, le due linee mettono quindi 9,5 milioni a disposizione dei progetti. Se emergeranno ulteriori risorse, la programmazione regionale consente lo scorrimento delle graduatorie.
Gli esiti mostrano anche una selezione amministrativa severa: 21 domande sono risultate non ammissibili al finanziamento per punteggio insufficiente e 130 sono state escluse prima della valutazione di merito, con le motivazioni riportate negli allegati. Il numero elevato delle esclusioni rende utile un’analisi pubblica degli errori più frequenti, così che future procedure possano ridurre le inammissibilità formali senza abbassare i requisiti.
Il capofila dell’aggregazione deve essere un ente del Terzo Settore. L’allegato della graduatoria sociale conferma la varietà dei protagonisti: reti d’impresa con componente sociale, APS, ODV, cooperative sociali, fondazioni e Pro loco. I titoli dei progetti richiamano territori, autonomia e inclusione.
Il turismo enogastronomico può produrre inclusione quando genera formazione, occasioni di lavoro, accesso ai luoghi e partecipazione delle comunità, non quando usa la dimensione sociale come semplice cornice narrativa. Gli indicatori dovrebbero riguardare persone coinvolte, tirocini e inserimenti, reti create, accessibilità delle esperienze, stagionalità dei flussi e ricadute nei piccoli centri.
La graduatoria del 24 luglio è dunque un passaggio sostanziale, ma intermedio. La prossima verifica riguarda gli atti di concessione; quella decisiva arriverà con l’attuazione. Pubblicare avanzamenti, spesa e risultati permetterà di capire se i 4,75 milioni della linea sociale costruiranno una vera filiera fra cibo, territori e inclusione.