Il 30 giugno 2025 ha rappresentato una scadenza cruciale per migliaia di enti del Terzo Settore in tutta Italia, compresi gli oltre quattromila iscritti al RUNTS in Campania: il termine ultimo per il deposito, sulla piattaforma del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, del bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
Una scadenza spostata dal calendario
L’articolo 48 del Codice del Terzo Settore (decreto legislativo 117/2017) prevede che gli enti depositino il proprio bilancio o rendiconto entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario di riferimento. Per gli enti con esercizio chiuso il 31 dicembre, i 180 giorni scadono formalmente il 29 giugno: essendo quest’anno il 29 giugno 2025 caduto di domenica, il termine si è spostato al primo giorno feriale utile, ovvero lunedì 30 giugno.
L’obbligo aggiuntivo del bilancio sociale
Per gli enti che nell’esercizio precedente hanno conseguito proventi superiori a un milione di euro, allo stesso termine si affianca l’obbligo di redigere e depositare anche il bilancio sociale, documento che deve inoltre essere pubblicato sul sito internet dell’ente, quando questo ne sia dotato. Si tratta di un adempimento che riguarda in particolare le realtà di maggiori dimensioni — cooperative sociali strutturate, fondazioni con attività consolidate, imprese sociali di rilievo — e che risponde a una logica di trasparenza rafforzata verso i portatori di interesse: donatori, beneficiari dei servizi, pubblica amministrazione.
Come funziona il deposito e cosa succede in caso di inadempienza
Il deposito avviene interamente online: il legale rappresentante dell’ente, o un altro soggetto da lui autorizzato, deve accedere al portale del RUNTS tramite identità digitale SPID o Carta d’Identità Elettronica, selezionare la funzionalità dedicata al “Deposito Bilancio” e allegare la documentazione richiesta. In caso di mancato rispetto della scadenza, gli uffici del RUNTS competenti possono attivare una diffida ad adempiere, assegnando all’ente un nuovo termine compreso tra 30 e 180 giorni; se anche questo ulteriore termine non viene rispettato, l’ente rischia la cancellazione dal Registro, con la conseguente perdita della qualifica di ente del Terzo Settore e dei benefici a essa collegati.
Perché riguarda da vicino le realtà campane
Per le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le fondazioni attive in Campania, spesso di dimensioni medio-piccole e con risorse amministrative limitate, la scadenza di fine giugno rappresenta ogni anno un banco di prova organizzativo non trascurabile: la mancata dimestichezza con gli strumenti digitali richiesti per l’accesso al portale, unita alla difficoltà di reperire competenze contabili specifiche, resta tra le cause più frequenti di ritardo nel deposito, secondo quanto segnalato ricorrentemente dai Centri di Servizio per il Volontariato del territorio nell’attività di accompagnamento agli enti.