Il 25 settembre a Palazzo Valentini la presentazione del progetto ideato da Maria Teresa De Pierro, Presidente di Istinti Artistici APS e della Divisione E.S.S.E. CULTURA. Tecnologia aptica, musica e diritti culturali al centro di un percorso destinato ad approdare anche al Parlamento europeo.
La musica è di tutti. Ma non tutti possono viverla allo stesso modo.
Da questa consapevolezza nasce “Musica Senza Barriere: l’Europa accessibile”, il progetto ideato e guidato da Maria Teresa De Pierro, in arte Merysse, cantautrice, presidente di Istinti Artistici APS e della Divisione E.S.S.E. CULTURA.
Un’iniziativa che mette insieme musica, tecnologia, inclusione e diritti culturali con un obiettivo preciso: sperimentare nuovi strumenti capaci di rendere l’esperienza musicale dal vivo realmente accessibile anche alle persone sorde e ipoacusiche.
Il progetto sarà presentato in anteprima venerdì 25 settembre, alle ore 11.00, nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, in Via IV Novembre 119A a Roma, nel corso di una conferenza della durata di circa due ore curata da Istinti Artistici APS.
Ma quella romana rappresenterà soltanto una delle tappe di un percorso con una prospettiva molto più ampia: “Musica Senza Barriere” sarà infatti presentato anche al Parlamento europeo, portando il tema dell’accessibilità culturale e musicale all’interno di una dimensione europea.
La tecnologia aptica per “sentire” la musica attraverso il corpo
Il cuore innovativo del progetto è rappresentato dall’utilizzo della tecnologia aptica applicata alla musica.
Si tratta di sistemi capaci di trasformare le frequenze sonore in vibrazioni percepibili attraverso il corpo, aprendo nuove possibilità nella fruizione della musica per chi non può percepirla attraverso i tradizionali canali uditivi.
L’obiettivo non è semplicemente quello di rendere possibile la presenza delle persone sorde e ipoacusiche a un concerto o a una performance.
La sfida è molto più ambiziosa: consentire loro di partecipare realmente all’esperienza musicale, percependo ritmo, intensità e frequenze attraverso una modalità differente ma altrettanto coinvolgente.
È proprio su questo principio che si fonda la visione di “Musica Senza Barriere”: l’accessibilità non deve limitarsi alla possibilità di entrare in uno spazio culturale, ma deve tradursi nella concreta possibilità di vivere, sentire e condividere ciò che accade al suo interno.
Arte, innovazione e diritti culturali
Il progetto nasce quindi nel punto di incontro tra mondi apparentemente differenti.
Da una parte la musica e la creatività artistica. Dall’altra la ricerca tecnologica. E al centro il tema dei diritti culturali e dell’accessibilità.
“Musica Senza Barriere” vuole dimostrare come l’innovazione possa diventare uno strumento al servizio delle persone, abbattendo quegli ostacoli che ancora oggi rendono parziale la partecipazione alla vita culturale.
Una prospettiva che assume particolare valore perché non affronta l’accessibilità soltanto come problema tecnico, ma come principio di partecipazione e inclusione sociale.
Il progetto è già sostenuto da FIAS – Federazione Italiana Associazioni Sordi, a testimonianza della volontà di sviluppare un percorso costruito attraverso il confronto diretto con le realtà che rappresentano le persone alle quali l’iniziativa intende rivolgersi.
Il 25 settembre la presentazione a Roma
L’appuntamento di Palazzo Valentini sarà il primo importante momento pubblico di presentazione e approfondimento del progetto.
La conferenza sarà promossa in collaborazione con Fabrizio Santori e si articolerà attraverso interventi istituzionali, momenti di confronto e una performance artistica.
Il programma prevede innanzitutto i saluti istituzionali di Fabrizio Santori, ai quali seguirà la presentazione di “Musica Senza Barriere” a cura della stessa Merysse.
Spazio quindi a un panel dedicato a tecnologia, arte, accessibilità e partecipazione culturale, con il coinvolgimento di rappresentanti di FIAS, enti locali e delle realtà impegnate nello sviluppo del progetto.
Un approfondimento specifico sarà dedicato all’esperienza aptica e alle possibilità che le nuove tecnologie possono offrire per rendere sempre più inclusiva la fruizione degli eventi musicali.
A chiudere la mattinata sarà una live performance di Merysse, attraverso la quale il progetto passerà dalla dimensione teorica all’esperienza artistica.
Dalla sperimentazione sul territorio a una prospettiva europea
Uno degli elementi più significativi di “Musica Senza Barriere” è proprio la volontà di partire dall’esperienza concreta per costruire un modello potenzialmente replicabile.
Il progetto mette infatti in relazione territori, comunità, associazioni, istituzioni, innovazione e cultura, con l’ambizione di svilupparsi prima a livello nazionale e successivamente in una dimensione europea.
La futura presentazione al Parlamento europeo rappresenta, in questa prospettiva, un passaggio particolarmente importante.
Il tema dell’accessibilità agli eventi culturali supera infatti i confini dei singoli territori e pone una questione più generale: in che modo l’Europa può utilizzare innovazione e tecnologia per garantire una partecipazione culturale realmente inclusiva?
Ed è proprio questa la domanda che il progetto intende portare all’attenzione delle istituzioni.
Maria Teresa De Pierro e l’impegno di E.S.S.E. CULTURA
Alla guida del progetto c’è Maria Teresa De Pierro – Merysse, che affianca alla propria attività artistica l’impegno associativo come presidente di Istinti Artistici APS e della Divisione E.S.S.E. CULTURA.
Un percorso che trova in “Musica Senza Barriere” una sintesi naturale tra espressione artistica e funzione sociale della cultura.
Per E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo, il progetto rappresenta inoltre un esempio concreto di come la propria Rete possa sviluppare iniziative che vadano oltre i confini tradizionali dello sport, valorizzando cultura, inclusione, innovazione e partecipazione.
Attraverso la Divisione E.S.S.E. CULTURA, la Rete sostiene infatti una concezione della cultura come spazio aperto, accessibile e capace di creare relazioni.
Quando accessibilità significa partecipazione
Il messaggio che accompagna l’iniziativa è chiaro:
la musica è di tutti.
Ma perché questa affermazione possa essere realmente tradotta nella pratica, è necessario superare l’idea che l’accessibilità coincida semplicemente con la possibilità di assistere a un evento.
Essere presenti non significa necessariamente poter partecipare pienamente.
“Musica Senza Barriere” prova quindi a compiere un passo ulteriore: utilizzare l’innovazione per trasformare l’esperienza culturale e permettere a un numero sempre maggiore di persone di viverla in maniera diretta e coinvolgente.
Da Roma all’Europa, il progetto pone così una domanda destinata a diventare sempre più centrale nel dibattito culturale contemporaneo:
come possiamo costruire una cultura davvero senza barriere?
Il 25 settembre, a Palazzo Valentini, inizierà da questa domanda un percorso che punta lontano.