Inclusion Games, a Santa Maria Capua Vetere lo sport abbatte le distanze

22 Giugno 2025

Dal 27 al 29 giugno il Centro regionale di incremento ippico ha ospitato gare, incontri e attività aperte alla cittadinanza. Atleti con e senza disabilità e associazioni del territorio hanno condiviso lo stesso spazio, ma i numeri finali dei partecipanti restano da leggere con prudenza.

Tre giorni di sport, ma anche un banco di prova per capire quanto una manifestazione possa diventare accessibile senza essere separata dal resto della comunità. Dal 27 al 29 giugno 2025 il Centro regionale di incremento ippico di Santa Maria Capua Vetere ha ospitato la seconda edizione degli Inclusion Games. Il programma ufficiale della Regione Campania prevedeva gare, un convegno su sport e inclusione, una sfilata delle delegazioni, uno spettacolo equestre e spazi affidati alle associazioni locali.

La caratteristica più rilevante non era una singola disciplina. Gli organizzatori annunciavano la presenza di atleti con e senza disabilità provenienti da più aree d’Italia, dentro un evento gratuito e aperto al pubblico. L’accesso senza biglietto, l’animazione per i bambini e il coinvolgimento delle associazioni costruivano un contesto nel quale la competizione sportiva poteva convivere con informazione, socialità e conoscenza dei servizi presenti sul territorio.

Il Centro di via Caserta è una struttura regionale con una vocazione equestre. Utilizzarlo per una manifestazione inclusiva ha permesso di valorizzare anche il rapporto tra sport, animali e percorsi educativi. Nel calendario erano previsti momenti agonistici e attività collaterali, mentre il convegno di apertura metteva al centro la relazione tra partecipazione sportiva e diritti. Il dato importante, per il Terzo Settore, è la scelta di non confinare le associazioni a un ruolo ornamentale: la pagina istituzionale le indicava come presenza stabile nella cornice dell’evento, con la possibilità di illustrare le proprie attività ai visitatori.

Dai grandi eventi alla pratica ordinaria

Le giornate inclusive hanno una funzione simbolica evidente: mostrano famiglie, tecnici e amministratori nello stesso luogo e rendono visibili atleti che spesso ricevono poco spazio. Il rischio, però, è che l’inclusione resti concentrata nell’eccezione. Perché l’esperienza produca effetti duraturi, servono corsi accessibili durante l’anno, impianti senza barriere, tecnici preparati, trasporti adeguati e sostegno economico alle famiglie.

Da questo punto di vista, gli Inclusion Games possono essere letti come un nodo di rete. L’evento riunisce organizzatori sportivi, istituzioni regionali, Comune, realtà assistenziali e associazioni. La sua utilità non si misura soltanto con le presenze, ma con i contatti creati e con la capacità di indirizzare nuovi praticanti verso attività continuative. Le fonti consultate non pubblicano un monitoraggio successivo su iscrizioni o nuove collaborazioni; è quindi corretto parlare di opportunità aperte, non di impatti già dimostrati.

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