La nuova fiscalità del Terzo Settore entra nel vivo: il dialogo tra Agenzia delle Entrate e Forum Nazionale apre una nuova stagione per gli ETS

19 Luglio 2026

La riforma fiscale del Terzo Settore non rappresenta soltanto un cambiamento normativo, ma una vera evoluzione culturale. È questo il messaggio emerso dal webinar organizzato il 22 aprile 2026 dal Forum Nazionale del Terzo Settore insieme all’Agenzia delle Entrate, dedicato alla nuova disciplina fiscale prevista dal Codice del Terzo Settore.

Ad aprire i lavori sono stati il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il Capo Ufficio Controlli degli Enti non Commerciali e del Terzo Settore Andrea Fatarella, che hanno illustrato le principali novità contenute nella Circolare n. 1/E del 2026, primo documento interpretativo destinato ad accompagnare gli enti nell’applicazione della nuova disciplina fiscale.

Una riforma che cambia il modo di leggere gli ETS

Uno dei concetti più innovativi illustrati durante il webinar riguarda il criterio con cui viene valutata la natura fiscale delle attività svolte dagli Enti del Terzo Settore.

Non sarà più sufficiente osservare l’oggetto sociale o le finalità dichiarate nello statuto.

La verifica diventa concreta e contabile.

La nuova disciplina introduce infatti un sistema basato sui risultati economici effettivamente conseguiti dall’ente, superando il precedente modello fondato prevalentemente su valutazioni qualitative.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, questo passaggio rende il sistema:

  • più trasparente;
  • maggiormente oggettivo;
  • facilmente verificabile;
  • più aderente alla reale attività degli enti.

Attività di interesse generale: quando sono non commerciali?

Grande attenzione è stata dedicata all’articolo 79 del Codice del Terzo Settore.

L’Agenzia ha ribadito che un’attività di interesse generale mantiene natura non commerciale quando:

  • viene svolta gratuitamente;
  • oppure i corrispettivi richiesti non superano i costi effettivamente sostenuti.

Nel calcolo devono essere considerati tutti i costi direttamente e indirettamente imputabili all’attività, mentre donazioni, liberalità, quote associative e contributi privi di natura corrispettiva non partecipano al confronto tra ricavi e costi.

Una soglia di tolleranza del 6%

Tra le novità maggiormente apprezzate emerge la cosiddetta franchigia del 6%.

La circolare chiarisce infatti che lievi scostamenti tra costi e corrispettivi non determinano automaticamente la perdita della natura non commerciale dell’attività.

Una previsione che introduce maggiore flessibilità gestionale e tiene conto delle normali oscillazioni economiche nella vita degli enti.

Attività diverse e raccolta fondi

Durante il webinar è stato ricordato che:

  • le attività diverse devono essere previste nello statuto;
  • devono mantenere carattere secondario e strumentale rispetto alle attività istituzionali;
  • la raccolta fondi continua ad essere regolata da specifici criteri di trasparenza e rendicontazione.

Per entrambe continua ad applicarsi la disciplina fiscale ordinaria prevista dal TUIR.

IVA: nessuna rivoluzione

Il Direttore Carbone ha precisato che il Codice del Terzo Settore disciplina esclusivamente le imposte dirette.

Per quanto riguarda l’IVA continuano invece ad applicarsi le regole ordinarie del DPR n. 633/1972, salvo le specifiche agevolazioni previste dai nuovi regimi opzionali.

Regime forfetario ETS: chiarimenti importanti

Ampio spazio è stato dedicato anche al nuovo regime forfetario previsto dall’art. 86 CTS.

L’Agenzia ha chiarito che:

  • il limite di accesso rimane fissato a 85.000 euro;
  • nel plafond rientrano esclusivamente i ricavi rilevanti ai fini delle imposte dirette;
  • restano esclusi redditi fondiari, redditi diversi e operazioni straordinarie;
  • una volta entrati nel regime forfetario, l’IVA non si applica alle operazioni effettuate, secondo le regole previste dall’articolo 86 del Codice.

Contabilità: prevale la sostanza economica

Numerosi quesiti hanno riguardato la determinazione dei costi effettivi.

L’Agenzia ha confermato che:

  • è possibile utilizzare il criterio di competenza oppure quello di cassa, coerentemente con il sistema contabile adottato;
  • anche gli ammortamenti possono concorrere alla determinazione dei costi effettivi;
  • eventuali cambi di criterio devono essere motivati e mantenuti nel tempo, evitando comportamenti opportunistici.

Il messaggio finale: il Fisco come alleato del Terzo Settore

L’intervento conclusivo del Direttore Vincenzo Carbone ha probabilmente rappresentato il momento più significativo dell’intero webinar.

L’Agenzia delle Entrate ha ribadito di non voler essere percepita come un soggetto esclusivamente deputato ai controlli, ma come un’amministrazione pronta ad accompagnare gli enti nell’attuazione della riforma.

La nuova fiscalità viene presentata come uno strumento per rafforzare:

  • la credibilità degli ETS;
  • la qualità dei servizi;
  • la fiducia dei cittadini;
  • la trasparenza del sistema.

Una visione che punta a distinguere e valorizzare gli enti che operano correttamente, contribuendo allo sviluppo di una cultura della legalità e della collaborazione istituzionale.

Il commento di ESSE Media

Il webinar conferma come il 2026 rappresenti un anno di svolta per il Terzo Settore italiano.

La nuova fiscalità non modifica soltanto il modo di calcolare imposte e agevolazioni, ma introduce un diverso approccio nella gestione degli Enti del Terzo Settore: maggiore responsabilità, trasparenza contabile e programmazione economica.

Per associazioni, fondazioni, APS, ODV ed imprese sociali diventa quindi fondamentale conoscere in modo approfondito le nuove regole, adeguare i propri sistemi amministrativi e cogliere le opportunità offerte dalla riforma.

ESSE Media continuerà a seguire l’evoluzione della normativa fiscale del Terzo Settore, proponendo approfondimenti, guide operative e analisi dedicate per accompagnare enti e operatori in questa importante fase di cambiamento.

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