Il 6 dicembre lo stadio Vallefuoco ha ospitato attività integrate, gare DCPS e amichevoli. FIGC e Lega nazionale dilettanti hanno celebrato con società e famiglie la Giornata delle persone con disabilità.
L’appuntamento, collegato alla Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, ha riunito attività integrate, partite dei livelli secondo e terzo della DCPS e incontri amichevoli con la partecipazione della formazione Totò Special di Cosenza.
La parola “tutti” è impegnativa. Nel calcio, l’inclusione non dipende soltanto dalla disponibilità di un campo, ma da regole adattate, tecnici formati, classificazioni sportive, trasporti e continuità degli allenamenti. La DCPS offre un quadro organizzato per società e atleti con disabilità intellettivo-relazionale. Inserire le sue gare in una festa regionale rende visibile un’attività che esiste durante la stagione e non nasce per la sola ricorrenza.
Le attività integrate permettono a persone con e senza disabilità di condividere il campo. Perché siano realmente inclusive, gli adattamenti devono garantire partecipazione e sicurezza senza trasformare alcuni giocatori in comparse. Tempi, spazi, ruoli e intensità possono essere modulati, ma l’esperienza deve conservare il piacere e la dignità della competizione.
La presenza di gare di secondo e terzo livello indica che la giornata comprendeva anche percorsi differenziati per capacità sportive. Non è una contraddizione rispetto all’integrazione: offrire contesti adeguati consente agli atleti di esprimersi e confrontarsi. Il problema nasce quando la distinzione diventa separazione permanente o quando manca la possibilità di progredire.
Per le famiglie, una manifestazione del genere è anche un luogo di informazione. Vedere squadre, allenatori e formule di gioco può aiutare a individuare opportunità. Per le società dilettantistiche è un invito a considerare l’inclusione dentro la programmazione ordinaria: disponibilità degli impianti, formazione dello staff, tesseramento e sostenibilità delle trasferte.
L’organizzazione condivisa tra Settore giovanile e scolastico, LND e DCPS mette in relazione componenti che normalmente seguono campionati e pubblici diversi. A livello locale, questa rete può dialogare con scuole, Comuni, associazioni e servizi sociali per intercettare chi non pratica ancora sport. La presenza di una squadra proveniente dalla Calabria aggiunge inoltre uno scambio interregionale, pur senza trasformare l’evento in una competizione nazionale.
L’iniziativa celebra le persone e la loro pratica sportiva, non presenta la disabilità come ostacolo da “vincere” individualmente. Le barriere sono spesso nell’organizzazione, negli spazi e nelle opportunità. Spostare l’attenzione su questi fattori evita una narrazione pietistica e riconosce gli atleti come protagonisti.