Dal 27 al 29 giugno 2025 il Centro Regionale di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere ha ospitato la seconda edizione degli Inclusion Games, iniziativa sportiva e sociale dedicata all’inclusione delle persone con disabilita attraverso le discipline equestri e la partecipazione delle associazioni del territorio. L’evento, secondo la comunicazione della Regione Campania, e stato organizzato da Libertas Benevento e dall’Incremento Ippico regionale, con il patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere.
La Regione ha indicato la partecipazione di oltre 100 atleti, con disabilita e non, provenienti da piu parti d’Italia. Alcune fonti locali hanno riportato il numero di 150 atleti: la divergenza viene segnalata in nota di verifica e nel testo si utilizza il dato più prudente della fonte istituzionale.
Sport, convegno e comunita locale
Il programma pubblicato dalla Regione prevedeva il 27 giugno un convegno sul tema “Sport e Inclusione”; il 28 giugno la sfilata di apertura, l’avvio delle gare e uno spettacolo equestre serale; durante la manifestazione, la presenza di associazioni del territorio chiamate a illustrare le proprie attivita e momenti di animazione gratuita per i bambini.
Questa struttura rende gli Inclusion Games qualcosa di piu di una competizione. L’evento tiene insieme sport, sensibilizzazione, incontro tra famiglie, presenza istituzionale e partecipazione associativa. In un territorio come la provincia di Caserta, dove lo sport sociale puo diventare presidio educativo e occasione di riconoscimento pubblico, il valore non sta soltanto nelle gare ma nella rete che si costruisce attorno agli atleti.
Il parasport come pratica di cittadinanza
Le attività equestri adattate e integrate hanno una dimensione particolare: richiedono strutture idonee, personale formato, attenzione alla sicurezza, accompagnamento e continuità. Per gli atleti con disabilita non basta organizzare un evento annuale; servono percorsi accessibili nel tempo, società sportive capaci di accogliere, famiglie informate e reti associative che possano sostenere la partecipazione anche dopo la manifestazione.
Gli Inclusion Games mostrano pero una direzione importante. Il parasport non e presentato come esperienza separata, ma come contesto in cui atleti con disabilita e non condividono spazi, tempi e riconoscimento. La presenza di associazioni locali aggiunge un livello civico: l’inclusione sportiva diventa occasione per rendere visibili competenze, servizi e disponibilità presenti sul territorio.
La scelta di una struttura pubblica regionale aggiunge un ulteriore elemento di interesse. Quando un luogo istituzionale viene aperto a un evento inclusivo, diventa possibile sperimentare usi sociali degli spazi che non coincidono solo con la loro funzione ordinaria. E una prospettiva utile anche per altri impianti e beni pubblici campani.
La presenza di attività gratuite per bambini e famiglie rafforza questa lettura: l’evento non si rivolge soltanto agli addetti ai lavori, ma prova ad avvicinare la comunità a una cultura sportiva più accessibile.
Il rischio, per iniziative di questo tipo, e che la comunicazione si fermi al racconto celebrativo. La notiziabilità degli Inclusion Games 2025 sta invece nella possibilità di leggere l’evento come indicatore di una domanda più ampia: quante opportunità sportive continuative hanno le persone con disabilita in Campania? Quanti impianti sono accessibili? Quante ASD dispongono di istruttori formati? Quali reti possono sostenere le famiglie nei costi, negli spostamenti e nella scelta dei percorsi?
La seconda edizione ospitata a Santa Maria Capua Vetere non risponde da sola a queste domande, ma le porta nello spazio pubblico. L’iniziativa ha avuto il merito di usare un luogo regionale, il Centro di Incremento Ippico, come piattaforma di incontro tra istituzioni, sport e associazionismo.
Per il Terzo Settore campano e una pista di lavoro concreta: trasformare eventi inclusivi in percorsi stabili, collegare ASD e associazioni sociali, costruire calendari accessibili, coinvolgere scuole e servizi sociali, documentare risultati e criticita. Solo cosi l’inclusione smette di essere una formula e diventa una pratica verificabile.