Il 5 per mille rappresenta una delle principali forme di sostegno attraverso cui cittadini e contribuenti possono indirizzare una parte delle proprie imposte verso le attività di interesse sociale. Per gli enti del Terzo settore, però, alla possibilità di ricevere queste risorse corrispondono anche precisi obblighi di trasparenza e rendicontazione.
A novembre 2024 il tema è tornato al centro dell’attenzione con le indicazioni rivolte agli enti beneficiari sulle modalità di rendicontazione delle somme ricevute. Il principio è semplice: le risorse del 5 per mille devono essere utilizzate per le finalità per le quali sono state assegnate e gli enti devono essere in grado di documentarne l’impiego.
La rendicontazione diventa quindi uno strumento di trasparenza nei confronti non soltanto dell’amministrazione pubblica, ma anche dei cittadini che hanno scelto di destinare il proprio contributo a una determinata organizzazione.
Per molti enti, soprattutto quelli di dimensioni più ridotte, si tratta di un adempimento che richiede attenzione. Le somme devono essere collegate alle attività finanziate e la documentazione deve essere conservata secondo le regole previste dalla normativa.
Il tema è particolarmente importante in una fase nella quale il Terzo settore sta rafforzando il proprio ruolo nella gestione di servizi e iniziative di interesse generale. La fiducia dei cittadini passa anche dalla capacità degli enti di dimostrare come vengono utilizzate le risorse ricevute.
La rendicontazione, dunque, non va considerata soltanto come un obbligo burocratico, ma come parte integrante della responsabilità degli enti nei confronti delle proprie comunità. Una corretta gestione delle risorse contribuisce infatti a consolidare quella fiducia che rappresenta una delle principali ricchezze del mondo associativo.