Semplificare gli adempimenti amministrativi per gli enti più piccoli del Terzo settore. È questo l’obiettivo dei chiarimenti diffusi dal Ministero del Lavoro con la Circolare n. 6 del 17 aprile 2026, dedicata all’utilizzo del rendiconto per cassa in forma aggregata.
La novità interessa gli Enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non superiori a 60 mila euro. Per queste realtà il nuovo modello può rappresentare uno strumento per rendere più semplice la gestione degli obblighi contabili, riducendo la complessità della documentazione richiesta.
Il Ministero ha chiarito anche l’aspetto temporale. Per gli enti con esercizio finanziario coincidente con l’anno solare, il modello di rendiconto per cassa in forma aggregata potrà essere utilizzato a partire dal bilancio relativo all’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2026.
La questione riguarda una platea significativa di associazioni e organizzazioni che operano con risorse limitate e che spesso devono affrontare gli adempimenti amministrativi con strutture interne molto ridotte.
La semplificazione contabile assume quindi un’importanza concreta. Per un piccolo ente, infatti, il tempo destinato alla gestione burocratica può incidere sulla capacità di dedicare risorse alle attività sociali, al volontariato e ai progetti rivolti alla comunità.
La nuova disciplina non elimina naturalmente gli obblighi di trasparenza e correttezza nella gestione economica. L’obiettivo è piuttosto proporzionare gli strumenti contabili alle dimensioni degli enti, evitando che organizzazioni con bilanci contenuti debbano sostenere procedure eccessivamente complesse.
Il provvedimento rappresenta così un ulteriore tassello nel percorso di attuazione della riforma del Terzo settore, con particolare attenzione alle realtà di minori dimensioni.