Dal 14 marzo 2025 il non profit italiano e entrato in una nuova fase di misurazione statistica. Istat ha avviato la terza edizione del Censimento permanente delle istituzioni non profit, una rilevazione campionaria che coinvolge oltre 60mila organizzazioni e che si concluderà il 24 ottobre 2025. Per il Terzo Settore non si tratta di un adempimento marginale: i dati raccolti contribuiranno a definire come viene osservato, raccontato e programmato uno dei pezzi piu importanti della coesione sociale italiana.
La rilevazione e parte dei Censimenti economici e riguarda istituzioni molto diverse tra loro: grandi associazioni, piccole realtà locali, organizzazioni di volontariato, enti attivi nei servizi sociali, culturali, sportivi, educativi, ambientali e in altri campi di interesse generale. Istat indica che le informazioni raccolte riguardano caratteristiche principali, attività svolte, persone impiegate, valore economico, reti di relazione, comunicazione, raccolta fondi, digitalizzazione e processi di innovazione sociale.
Il Terzo Settore italiano e spesso descritto attraverso singole esperienze, emergenze o campagne. Il censimento permette invece di costruire una base conoscitiva comparabile, utile a policy maker, enti locali, reti associative, centri di servizio per il volontariato, università e operatori. Senza dati aggiornati e difficile capire dove crescono le organizzazioni, quali attività prevalgono, quali fragilità emergono, quanto pesano volontari e lavoratori retribuiti, quali reti territoriali funzionano e dove servono strumenti di supporto.
Il portale Istat dedicato alla raccolta dati precisa che la rilevazione e obbligatoria ai sensi dell’articolo 7 del d.lgs. n. 322/1989 e del Programma statistico nazionale 2023-2025. Sono inoltre disponibili un numero verde gratuito e una casella email dedicata per assistenza. Anche questo aspetto ha valore pratico: gli enti chiamati a rispondere devono sapere che non si tratta di un questionario facoltativo, ma di un passaggio previsto dal sistema statistico nazionale.
La rilevazione 2025 arriva in un momento delicato. Il RUNTS ha ormai modificato il perimetro civilistico e amministrativo di molte organizzazioni; la fiscalità del Terzo Settore e in fase di avvicinamento all’entrata in vigore; le amministrazioni pubbliche ricorrono sempre più spesso a co-programmazione e co-progettazione; le reti associative e i CSV sono chiamati a sostenere enti con bisogni diversi rispetto al passato.
In questo contesto, misurare digitalizzazione, raccolta fondi, reti di relazione e innovazione sociale significa interrogare la capacita degli enti di stare dentro trasformazioni rapide. Non basta sapere quante istituzioni esistono: occorre capire se hanno strumenti, persone, competenze e relazioni per continuare a generare valore pubblico.
La qualità delle risposte incide anche sulla rappresentazione pubblica del settore. Questionari compilati in modo incompleto o frettoloso possono indebolire la lettura statistica di realtà che già faticano a rendere visibile il proprio lavoro quotidiano. Per questo i CSV e le reti associative possono svolgere una funzione utile di accompagnamento informativo, soprattutto verso gli enti meno strutturati.
Il censimento può inoltre aiutare gli enti a riconoscere informazioni che spesso restano disperse: numero dei volontari, relazioni con scuole e comuni, strumenti digitali utilizzati, attività di raccolta fondi, servizi rivolti a persone fragili. Mettere ordine in questi dati e già un esercizio di consapevolezza organizzativa.
Per la Campania e il Mezzogiorno il censimento può offrire, una volta pubblicati i risultati, una base preziosa per leggere differenze territoriali e bisogni specifici. Le organizzazioni non profit sono spesso presidi di prossimità: intercettano povertà educative, fragilità familiari, bisogni delle persone con disabilita, tutela ambientale, sport di base, accesso alla cultura e partecipazione civica.
La raccolta dati avviata nel marzo 2025 non produce immediatamente risposte politiche. Produce pero l’infrastruttura conoscitiva necessaria per evitare interventi costruiti su percezioni generiche. Per gli enti selezionati, rispondere in modo accurato significa contribuire a una fotografia più fedele del settore. Per le istituzioni, significherà poi usare quei dati per programmare meglio fondi, servizi e strumenti di accompagnamento.