5 per mille 2026, doppia scadenza al 30 settembre per gli Enti del Terzo Settore

22 Settembre 2026

Ultimi giorni per regolarizzare l’accreditamento al 5 per mille 2026 con la remissione in bonis e per comunicare l’IBAN necessario al pagamento delle somme relative al 5 per mille 2023. Sul RUNTS è inoltre operativa una nuova versione della pratica “Cinque per mille”.

Il 30 settembre 2026 rappresenta una data particolarmente importante per gli Enti del Terzo Settore.

Entro questa scadenza, infatti, si concentrano due adempimenti distinti: da un lato la possibilità di regolarizzare tardivamente l’accreditamento al 5 per mille 2026, dall’altro l’obbligo, per gli enti beneficiari che non abbiano ancora ricevuto le somme relative al 5 per mille 2023, di comunicare i dati necessari al pagamento.

A rendere il quadro ancora più attuale c’è inoltre una novità operativa: dal 15 settembre è disponibile sulla piattaforma del RUNTS una nuova versione della pratica “Cinque per mille”, pensata per rendere più semplice la gestione dell’accreditamento e dell’IBAN.

Accreditamento 5 per mille 2026: chi deve intervenire

La scadenza del 30 settembre non riguarda indistintamente tutti gli ETS.

Gli enti già presenti nell’elenco permanente degli accreditati oppure nell’elenco dei nuovi enti iscritti al 5 per mille 2026 entro il 10 aprile risultano già regolarmente accreditati al beneficio.

Per questi enti non è quindi necessario procedere a un nuovo accreditamento.

La situazione cambia invece per gli ETS già iscritti al RUNTS che non figurano né nell’elenco permanente né tra i nuovi iscritti 2026.

In questo caso è ancora possibile rientrare nel beneficio attraverso la remissione in bonis, presentando entro il 30 settembre una pratica “Cinque per mille” sul RUNTS e versando una sanzione di 250 euro tramite modello F24 Elide, con codice tributo 8115.

Anche gli enti non ancora iscritti al RUNTS possono rientrare

La possibilità di regolarizzazione riguarda anche gli enti che non risultano ancora iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore, purché abbiano già presentato istanza di iscrizione e dichiarino entro il 30 settembre la volontà di accreditarsi al 5 per mille, versando contestualmente la sanzione prevista.

In entrambi i casi, però, c’è un ulteriore requisito decisivo:

l’ente dovrà risultare effettivamente iscritto al RUNTS entro il 31 dicembre 2026.

Il pagamento della sanzione, quindi, non è sufficiente se il procedimento di iscrizione al RUNTS non si conclude entro la fine dell’anno.

Attenzione agli enti presenti nell’elenco permanente

Un aspetto particolarmente importante riguarda gli enti che risultano già presenti nell’elenco permanente del 5 per mille.

Questi enti sono considerati accreditati anche se, nell’elenco generale del RUNTS, nella colonna relativa al 5 per mille dovesse comparire la dicitura “NO”.

In questa situazione non è necessario effettuare un nuovo accreditamento, ma è comunque opportuno entrare nella piattaforma, valorizzare il campo relativo al 5 per mille e soprattutto inserire l’IBAN, affinché il Ministero possa procedere materialmente al pagamento.

Il caso delle ex Onlus

Particolare attenzione deve essere riservata anche alle ex Onlus.

Se l’ente era già presente nell’elenco permanente del 5 per mille 2026 e ha presentato domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026, continua a risultare accreditato anche per l’anno in corso.

Resta però necessario comunicare il proprio IBAN al Ministero, tramite l’apposita pratica disponibile sulla piattaforma RUNTS.

Diverso il caso delle ex Onlus non precedentemente accreditate o che non abbiano presentato la domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo.

Per questi soggetti era possibile accreditarsi entro il 10 aprile oppure, in via tardiva, entro il 30 settembre, con il pagamento della sanzione di 250 euro. Anche in questo caso l’iscrizione effettiva al RUNTS deve comunque intervenire entro il 31 dicembre 2026.

5 per mille 2023: IBAN da comunicare entro il 30 settembre

La seconda scadenza riguarda invece gli enti beneficiari del 5 per mille 2023 che non abbiano ancora ricevuto le somme spettanti.

Entro il 30 settembre 2026 questi soggetti devono comunicare all’amministrazione competente i dati necessari per il pagamento.

Per gli ETS l’amministrazione di riferimento è il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’adempimento è particolarmente delicato perché la mancata comunicazione può determinare la perdita del diritto a percepire il contributo, con conseguente riversamento delle somme al bilancio dello Stato.

Come comunicare o correggere l’IBAN

Gli enti che non abbiano ancora provveduto devono entrare nella piattaforma RUNTS, selezionare la pratica “Cinque per mille”, inserire il codice IBAN corretto oppure modificarlo se quello presente non è più valido, firmare digitalmente la distinta e procedere con l’invio.

Per le ex Onlus, invece, la comunicazione delle coordinate bancarie relative al 5 per mille 2023 avviene attraverso l’Agenzia delle Entrate secondo le modalità previste per questa categoria di enti.

Dal 15 settembre nuova pratica “Cinque per mille” sul RUNTS

Proprio in vista di questi adempimenti, dal 15 settembre è attiva una nuova versione della sezione RUNTS dedicata al 5 per mille.

L’aggiornamento riguarda sia la pratica di iscrizione sia quella relativa alla gestione del “Cinque per mille” ed è stato introdotto per migliorare la fruibilità dei moduli e rendere più consapevole l’ente rispetto alle operazioni di accreditamento, aggiornamento dell’IBAN ed eventuale rinuncia al beneficio.

Il consiglio operativo: verificare subito la propria posizione

Alla luce della doppia scadenza del 30 settembre, per gli ETS è opportuno effettuare subito un controllo della propria posizione.

In particolare, è necessario verificare:

  • se l’ente risulta già nell’elenco permanente o tra i nuovi accreditati 2026;
  • se sia necessario ricorrere alla remissione in bonis;
  • se l’IBAN presente sul RUNTS sia corretto e aggiornato;
  • se vi siano somme del 5 per mille 2023 non ancora incassate;
  • se, in caso di nuova iscrizione, il procedimento RUNTS possa concludersi entro il 31 dicembre 2026.

Il rischio, in caso di mancato adempimento, non è soltanto quello di perdere la possibilità di accedere al 5 per mille 2026, ma anche di non riuscire a incassare somme già assegnate per annualità precedenti.

Per questo il 30 settembre rappresenta una scadenza da non sottovalutare.

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