L’8 e 9 novembre la Rotonda Diaz ha ospitato gare di aquathlon e triathlon con atleti con e senza disabilità. La seconda edizione mostra come un evento cittadino possa includere il parasport nel programma ordinario.
Nuoto, bicicletta e corsa sul lungomare, nello stesso programma per atleti con e senza disabilità. L’8 e 9 novembre 2025 la seconda edizione di Tri Gold Caracciolo ha portato alla Rotonda Diaz di Napoli gare di aquathlon e triathlon, includendo la partecipazione paralimpica dentro un appuntamento sportivo cittadino, anziché relegarla a una manifestazione separata.
Il programma prevedeva sabato 8 le prove di aquathlon, comprese le categorie giovanili, e domenica 9 il triathlon sprint. L’evento, organizzato dall’associazione Emmevi, era collegato alla finale del Trofeo Magna Grecia e al campionato regionale. L’ordinanza del Comune di Napoli documenta date, area e modifiche temporanee alla circolazione; INAIL Campania ha confermato il proprio sostegno alle iniziative di inclusione connesse alla manifestazione.
Tra i partecipanti segnalati dall’INAIL figurava Claudio De Vivo, paratriatleta sostenuto dall’Istituto. La sua presenza offre un riferimento concreto, ma non autorizza a descrivere la gara come pienamente accessibile in ogni aspetto. Per farlo servirebbero informazioni dettagliate su categorie, classifiche, percorsi, assistenza nelle transizioni e numero complessivo degli atleti paralimpici, dati che le fonti consultate non presentano in modo unitario.
L’inclusione dentro il calendario ordinario
Il triathlon è una disciplina complessa: combina tre gesti sportivi e impone passaggi rapidi tra ambienti diversi. Per gli atleti con disabilità, accesso all’acqua, uso di handbike o tandem, protesi, guide e gestione delle transizioni richiedono regole e organizzazione specifiche. Inserire il paratriathlon nello stesso evento rende visibile questa complessità e avvicina il pubblico a prestazioni che raramente trovano spazio nelle competizioni locali.
L’integrazione ha anche un valore per lo sport dilettantistico. Le associazioni organizzatrici devono coordinarsi con federazioni, enti pubblici, sicurezza e servizi sanitari. Quando partecipano atleti con differenti necessità, la progettazione deve partire prima: sopralluoghi, accessi, briefing chiari e volontari formati. Queste competenze possono restare sul territorio e migliorare altri eventi.
Una manifestazione sul lungomare offre grande visibilità, ma produce pure disagi e costi organizzativi. L’ordinanza comunale consente di verificare che l’occupazione dello spazio pubblico sia stata regolata. Perché la comunità riconosca il valore dell’evento, è utile comunicare in anticipo orari, deviazioni e finalità, e rendere comprensibili le discipline anche a chi assiste per la prima volta.
Dalla vetrina all’accesso di base
La presenza di un paratriatleta in una gara centrale non risolve la disponibilità quotidiana di sport per le persone con disabilità. Piscine accessibili, biciclette adattate e tecnici qualificati hanno costi elevati. Il passaggio dall’evento alla pratica di base richiede società disponibili, programmi di avviamento e sostegno economico. Qui possono collaborare federazioni, enti di promozione, INAIL, amministrazioni e associazioni.
Il Terzo Settore sportivo può inoltre creare percorsi per chi non mira subito alla competizione. Prove assistite, prestito di ausili e allenamenti progressivi abbassano la soglia d’ingresso. Una gara di alto impatto può servire a far conoscere queste opportunità, purché siano indicate con chiarezza e siano attive dopo la premiazione.
Tri Gold Caracciolo 2025 ha comunque collocato il parasport in un paesaggio urbano molto visibile e dentro un calendario agonistico condiviso. Il segnale è significativo: l’atleta con disabilità non è un ospite simbolico, ma parte della manifestazione. La prova più importante, per Napoli, consiste ora nel collegare quella visibilità a occasioni di allenamento accessibili durante tutto l’anno.