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“Questo non è Amore”, da Carlentini il progetto contro violenza, bullismo e prevaricazione promosso da E.S.S.E. Professione Olistico

· Claudia Virginia di Mauro · 4 min di lettura
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La Presidente Angela Maria Viscuso porta nelle scuole un percorso di prevenzione, educazione al rispetto e cittadinanza attiva. Il mito di Proserpina diventa metafora di libertà, consapevolezza e rinascita in un progetto che coinvolge professionisti, studenti e rete territoriale.

Ha preso il via il 4 novembre 2026, presso l’Istituto Carlo V di Carlentini, un nuovo percorso dedicato alla prevenzione della violenza, del bullismo e del cyberbullismo, alla promozione del rispetto e alla costruzione di relazioni più consapevoli. Al centro dell’iniziativa c’è il progetto “Questo non è Amore”, promosso nell’ambito delle attività di E.S.S.E. Professione Olistico e guidato dalla Presidente Angela Maria Viscuso.

L’incontro, programmato a partire dalle ore 9.00, ha visto riunite diverse realtà del territorio attorno a un messaggio comune: educare al rispetto, alla gentilezza e ai diritti significa intervenire prima che la violenza si manifesti nelle sue forme più evidenti. La locandina dell’iniziativa richiama espressamente il tema “Insieme per dire no alla violenza” e utilizza il mito di Proserpina come simbolo di rispetto e libertà, costruendo un ponte tra cultura, educazione ed esperienza personale.

Il percorso “Questo non è Amore” nasce con un’impostazione interdisciplinare e come attività di aggiornamento congiunto rivolta a una rete ampia di professionisti: operatrici dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, assistenti sociali, personale sanitario dei Pronto Soccorso impegnato nei percorsi rosa, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, docenti e personale scolastico.

L’obiettivo è affrontare il fenomeno della violenza non attraverso un’unica chiave di lettura, ma mettendo insieme competenze educative, sociali, psicologiche, giuridiche e relazionali. Il primo modulo è dedicato alla prevenzione, alla normativa e al supporto psicopedagogico e affronta temi quali il riconoscimento delle dinamiche manipolatorie, gli aspetti legali legati a stalking e maltrattamenti, la gestione delle emozioni e l’educazione all’affettività. Il progetto prevede il coinvolgimento di professionisti quali avvocati, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, educatori e consulenti pedagogico-sportivi. X MASSIMO DI MAURO…PROGETTO-Q…

Un’altra parte significativa del programma riguarda la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. Il lavoro proposto punta a riconoscere le dinamiche di prevaricazione fisica, verbale e digitale, individuare i campanelli d’allarme e insegnare ai più giovani a non rimanere spettatori passivi, ma a rivolgersi agli adulti di riferimento quando si trovano davanti a situazioni di disagio o sopraffazione.

Particolare attenzione viene riservata anche alla costruzione dell’autostima e all’assertività. Attraverso attività pratiche, il percorso mira a rafforzare la fiducia in sé stessi, la capacità di dire “no” con fermezza e la consapevolezza dei propri confini fisici ed emotivi. L’obiettivo dichiarato non è quello di insegnare una risposta aggressiva alla prevaricazione, ma di aiutare ragazzi e ragazze a creare lo spazio necessario per allontanarsi, chiedere aiuto e mettersi in sicurezza.

Il progetto dedica inoltre spazio alla gestione dello stress attraverso respirazione consapevole e grounding, alle simulazioni controllate di situazioni di tensione e alle attività motorie di gruppo finalizzate a rafforzare empatia, rispetto reciproco e coesione. Un’impostazione che pone al centro non soltanto la protezione individuale, ma anche la responsabilità verso gli altri e il contrasto dell’isolamento che spesso accompagna le vittime di bullismo.

Tra gli elementi più caratterizzanti dell’iniziativa c’è l’utilizzo del mito di Proserpina quale strumento narrativo e metaforico. La vicenda viene adattata alle diverse fasce d’età per affrontare i concetti di luce e ombra, resilienza, libertà e rinascita. Nel modulo conclusivo sono previsti momenti di rielaborazione emotiva e circle-time, affinché quanto appreso non rimanga soltanto una nozione teorica ma possa trasformarsi in consapevolezza personale.

Il programma comprende anche laboratori di peer education e cittadinanza digitale, role-playing su situazioni tipiche della vita scolastica, come l’esclusione dalle chat o le prese in giro, e attività per imparare a intervenire in modo sicuro quando si assiste a comportamenti di prevaricazione.

Particolarmente significativa è la costruzione della cosiddetta “Mappa della Sicurezza”, attraverso la quale studenti e operatori individuano concretamente la rete di persone e servizi ai quali rivolgersi: insegnanti, genitori, forze dell’ordine, servizi territoriali e numeri di supporto. Il messaggio che accompagna questa parte del progetto è semplice ma centrale: davanti alla violenza e al disagio “non si è mai soli”.

Il percorso si conclude con una restituzione creativa, attraverso la possibile realizzazione di manifesti, video o lavori artistici da condividere con la scuola e con le famiglie. Una scelta che trasforma i partecipanti da semplici destinatari del progetto a protagonisti attivi nella diffusione di una nuova cultura delle relazioni.

L’iniziativa di Carlentini vede, secondo quanto riportato nella locandina, il coinvolgimento di A.N.G.E.L.I. 1833 Centro Antiviolenza, del Comune di Carlentini, dell’Istituto Comprensivo Carlo V, del Centro Studi E.S.S.E. e di OPES Sicilia.

Per Angela Maria Viscuso, l’impegno alla guida di E.S.S.E. Professione Olistico si traduce così in un’azione che mette al centro la persona e la sua capacità di riconoscere il proprio valore, rispettare i confini degli altri e chiedere aiuto quando necessario.

“Questo non è Amore” non è dunque soltanto un titolo. È un messaggio educativo preciso: imparare a distinguere l’affetto dal possesso, il confronto dalla prevaricazione, la relazione dal controllo. E farlo partendo proprio dalla scuola, dove rispetto, libertà e consapevolezza possono diventare strumenti concreti di prevenzione.