Il Terzo settore italiano si conferma una realtà ampia e articolata. Il Rapporto 2024 sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme a Unioncamere, fotografa una realtà composta da 119.868 enti iscritti al Registro al 31 dicembre 2023.
A rappresentare la quota maggiore sono le associazioni di promozione sociale, pari al 43,7% del totale, seguite dalle organizzazioni di volontariato con il 30,7% e dalle imprese sociali con il 19,9%. Il rapporto evidenzia anche il peso del volontariato: negli enti diversi dalle imprese sociali sono oltre 2,5 milioni le persone impegnate come volontari. A queste si aggiungono quasi 55mila lavoratori, mentre nelle imprese sociali gli occupati sono circa 467mila.
Il RUNTS non è però soltanto una fotografia numerica. Il Registro rappresenta uno degli strumenti centrali della riforma del Terzo settore, perché consente di rendere pubbliche informazioni fondamentali sugli enti e di definire con maggiore chiarezza il loro rapporto con cittadini, istituzioni e pubbliche amministrazioni.
Un elemento significativo riguarda proprio la percezione degli enti: per circa due organizzazioni su tre l’iscrizione al RUNTS viene considerata un’opportunità. Tra i principali vantaggi vengono indicati l’accesso al 5 per mille, le possibilità di collaborazione con la pubblica amministrazione e l’accesso a strumenti di finanziamento.
Il rapporto segnala tuttavia anche una necessità: rafforzare le competenze interne. Per il 58,5% degli enti di nuova iscrizione diventa prioritario sviluppare capacità di progettazione, soprattutto per partecipare ai bandi pubblici e reperire risorse. Un segnale chiaro: il futuro del Terzo settore passa anche dalla capacità di trasformare l’impegno volontario in progettazione e innovazione.