Turismo balneare accessibile: la Campania riapre la progettazione con gli ambiti costieri

10 Gennaio 2025

L’avviso approvato il 9 gennaio 2025 riguarda Comuni con litorali e isole e punta a rendere più fruibili le aree demaniali per le persone con disabilita. La misura si inserisce nel percorso regionale già avviato con “Turismo BalneAbile”.

La Campania ha riaperto nel gennaio 2025 il dossier del turismo balneare accessibile, chiamando gli Ambiti territoriali composti da Comuni costieri e isole a presentare proposte per migliorare la fruizione delle aree demaniali da parte delle persone con disabilita. L’avviso, comunicato dalla Regione il 10 gennaio e approvato con Decreto Dirigenziale n. 14 del 9 gennaio 2025, si collega alla D.G.R. n. 770/2024 e al riparto nazionale del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilita destinato ai progetti di turismo accessibile.

La misura non riguarda una singola spiaggia, ma un sistema territoriale complesso: litorale domitio, area flegrea, fascia vesuviana, isole, costiera salernitana e Cilento. Proprio questa articolazione rende la notizia rilevante per il pubblico di essemedia.it/. L’accessibilità balneare, infatti, non è solo un tema turistico: incrocia diritti, servizi sociali, progettazione pubblica, inclusione lavorativa, sport e partecipazione delle comunità locali.

Dal progetto base alle esigenze dei territori

Secondo la scheda dell’avviso, i destinatari sono gli Ambiti territoriali con Comuni dotati di litorali costieri e le isole. Le proposte devono essere orientate a interventi per migliorare l’accesso e la fruizione delle aree demaniali destinate alla balneazione. La fonte Fasi, che sintetizza la documentazione regionale, indica uno stanziamento complessivo di 3.940.224 euro e un contributo per progetto base pari a 105.626,514 euro per ciascun Ambito destinatario che presenti proposta completa e conforme.

Il termine per la presentazione delle istanze era molto ravvicinato, fissato alle ore 12 del 20 gennaio 2025. Questo elemento segnala una procedura già incardinata in un percorso amministrativo precedente, non un semplice annuncio. La Regione richiama infatti il Decreto interministeriale del 1 agosto 2024 sul riparto del fondo e la deliberazione regionale di adesione.

Accessibilità, servizi e partecipazione

Il precedente progetto regionale “Turismo BalneAbile” aiuta a leggere la misura del 2025. La pagina dedicata del PR Campania FSE+ descrive obiettivi che vanno oltre la posa di passerelle o l’acquisto di sedie job: miglioramento dell’accessibilità dei litorali, organizzazione di servizi accessibili, attività sportivo-ricreative fruibili anche da persone con disabilita, tirocini di inclusione sociale, qualificazione dell’accoglienza e strumenti informativi accessibili.

Per gli enti del Terzo Settore la ricaduta può essere duplice. Da un lato, cooperative sociali, associazioni e reti territoriali possono essere coinvolte nell’erogazione dei servizi di accoglienza, accompagnamento, assistenza e animazione. Dall’altro, la progettazione integrata richiede competenze specifiche: ascolto degli utenti, capacità di lavorare con amministrazioni e gestori delle aree balneari, conoscenza delle barriere fisiche e organizzative che limitano la fruizione reale delle spiagge.

Un ulteriore punto riguarda la continuità dei servizi. L’accessibilità balneare non si esaurisce nella disponibilità di ausili: richiede prenotazioni comprensibili, personale formato, manutenzione delle attrezzature, informazione aggiornata e raccordo con trasporto sociale e servizi comunali. Sono aspetti che possono determinare la differenza tra intervento finanziato e diritto effettivamente esercitabile.

Una sfida per la costa campana

Il tema è particolarmente sensibile in Campania per la grande diversità dei litorali. La stessa documentazione regionale richiama aree con caratteristiche molto differenti: tratti sabbiosi ampi, coste rocciose, isole, spiagge urbane, località ad alta pressione turistica e aree dove il turismo balneare si intreccia con fragilità sociali e ambientali.

Per le famiglie, le persone con disabilità e le associazioni, la vera verifica sara nei passaggi successivi: quali Ambiti saranno finanziati, quali spiagge saranno coinvolte, quali servizi saranno attivati, se saranno previste figure formate e se l’informazione raggiungerà effettivamente i potenziali utenti. La procedura del gennaio 2025 rappresenta però un passaggio concreto nella costruzione di un turismo sociale capace di misurarsi con il diritto alla fruizione del mare.

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