Modello EAS 2026: obblighi, esoneri e novità per enti associativi e Terzo Settore

31 Marzo 2026

Entro il 31 marzo 2026 torna uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per il mondo associativo: l’invio del modello EAS.
Si tratta di un obbligo che non riguarda tutti gli enti, ma solo alcune specifiche categorie, mentre molte realtà – in particolare gli Enti del Terzo Settore (ETS) e le associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) – risultano oggi esonerate.

Ma cos’è esattamente il modello EAS? Chi è davvero obbligato alla sua presentazione? E cosa è cambiato con le recenti riforme?


📌 Cos’è il modello EAS e perché è così importante

Il modello EAS è la comunicazione dei dati fiscalmente rilevanti degli enti associativi non commerciali.
La sua funzione è fondamentale: consente all’ente di mantenere i benefici fiscali previsti dalla normativa.

Il mancato invio, infatti, comporta conseguenze molto rilevanti.
In particolare, l’ente rischia di perdere le agevolazioni fiscali e di vedere tassate:

  • le quote associative;
  • i contributi versati dai soci;
  • i corrispettivi per le attività istituzionali.

In altre parole, attività normalmente considerate “non commerciali” potrebbero diventare imponibili ai fini IRES e IVA.


⚖️ Le nuove regole fiscali e il nodo delle attività verso i soci

Dal 1° gennaio 2026, le modifiche normative hanno inciso profondamente sul trattamento fiscale delle attività svolte nei confronti degli associati.

Ai fini delle imposte dirette (IRES), il regime di non commercialità resta valido solo per alcune categorie di associazioni, tra cui quelle sportive dilettantistiche, politiche, sindacali, religiose e assistenziali.

Diversamente, per le associazioni culturali e per quelle che operano nella formazione extra-scolastica, tali attività diventano oggi rilevanti fiscalmente.

Sul fronte IVA, però, la situazione è diversa.
Grazie alla proroga intervenuta a fine 2025, il regime di esclusione dall’imposta è stato mantenuto fino al 2036 per molte tipologie associative, comprese quelle culturali.

👉 Si crea quindi un disallineamento tra IRES e IVA:
un’attività può essere non commerciale ai fini IVA, ma commerciale ai fini IRES.

In questo contesto, il modello EAS continua a svolgere un ruolo centrale, almeno per mantenere i benefici fiscali sul piano IVA.


🧩 ETS: esonero totale dal modello EAS

Una delle novità più rilevanti introdotte dal Codice del Terzo Settore riguarda proprio il modello EAS.

Gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS sono infatti completamente esonerati dalla sua presentazione.

Si tratta di un passaggio importante, che semplifica gli adempimenti per gli enti che hanno scelto di entrare nel perimetro del Terzo Settore.

Tuttavia, per gli enti in fase di trasformazione, è opportuno prestare attenzione.
Chi si costituisce con l’intenzione di diventare ETS dovrebbe comunque inviare il modello EAS entro 60 giorni dalla costituzione, almeno fino all’iscrizione nel RUNTS.

Una volta ottenuta la qualifica di ETS, l’obbligo viene meno.


🏅 ASD e SSD: niente modello EAS

Un altro importante esonero riguarda il mondo sportivo.

Le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al RASD non sono più tenute alla presentazione del modello EAS.

Si tratta di una semplificazione significativa, introdotta con la riforma dello sport, che ha alleggerito il carico burocratico per queste realtà.


❌ Le novità su ONLUS e Pro-Loco

Il quadro normativo è cambiato anche per altre categorie.

Le ONLUS, ad esempio, non esistono più dal 1° gennaio 2026:
le organizzazioni che hanno assunto la qualifica di ETS risultano esonerate, mentre le altre devono valutare la propria posizione.

Anche le Pro-Loco subiscono un cambiamento rilevante:
il regime agevolato della legge 398/1991 non è più applicabile, se non per ASD/SSD.

Di conseguenza, l’esonero dal modello EAS resta solo per quelle che si sono iscritte al RUNTS.


📝 Chi è obbligato a presentare il modello EAS

Nonostante i numerosi esoneri, restano comunque molte associazioni obbligate.

Si tratta in particolare delle associazioni non riconosciute (prive di personalità giuridica) che:

  • svolgono attività istituzionale;
  • svolgono attività verso i soci dietro corrispettivo;
  • svolgono attività commerciale non prevalente.

Questi enti devono compilare il modello in tutte le sue parti.

Al contrario, alcune categorie – come le associazioni riconosciute o gli enti con dati già presenti in registri pubblici – possono limitarsi a una compilazione parziale.


🔄 Quando va presentato (o ripresentato)

Per le nuove associazioni, il modello EAS deve essere trasmesso entro 60 giorni dalla costituzione.

Per gli enti già esistenti, invece, l’obbligo scatta solo in caso di variazioni rilevanti dei dati comunicati in precedenza.

Entro il 31 marzo 2026, gli enti interessati dovranno quindi comunicare eventuali modifiche intervenute nel corso del 2025.

Non tutte le variazioni, però, devono essere segnalate.
Sono escluse, ad esempio, quelle relative a:

  • dati anagrafici;
  • numero degli associati;
  • ammontare delle entrate o delle erogazioni.

Devono invece essere comunicate modifiche più strutturali, come il rinnovo degli organi sociali o l’apertura della partita IVA.


📤 Modalità di invio e possibilità di sanatoria

Il modello EAS deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica:

  • direttamente dall’ente;
  • oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista o CAF).

In caso di mancato invio entro la scadenza, è possibile regolarizzare la posizione tramite la remissione in bonis, entro il 30 settembre 2026, versando una sanzione di 250 euro.


🎯 Conclusioni

Il modello EAS continua a rappresentare un adempimento fondamentale per una parte del mondo associativo, soprattutto alla luce delle recenti riforme.

Se da un lato si registra una semplificazione importante – con l’esonero per ETS e ASD/SSD – dall’altro resta elevata l’attenzione per le associazioni che operano al di fuori di questi regimi.

In un contesto normativo sempre più complesso e in evoluzione, la corretta gestione degli adempimenti fiscali diventa un elemento decisivo per garantire la sostenibilità e la sicurezza dell’attività associativa.


🧩 Il supporto di E.S.S.E.

E.S.S.E., attraverso i propri servizi, affianca associazioni e professionisti nella gestione degli adempimenti fiscali, offrendo:

  • consulenza specializzata su ETS e ASD;
  • supporto operativo sul modello EAS;
  • aggiornamento normativo continuo;
  • strumenti digitali come ESSE Organizer.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Sport dilettantistico: premi esenti fino a 300 euro

Latest from Novità Normative

RUNTS: arriva il “Modello E”

Il nuovo rendiconto semplificato per i piccoli enti del Terzo Settore Nuova semplificazione per gli Enti del Terzo Settore (ETS): è stato pubblicato in
Go toTop