Scuola di Impresa Confcommercio e Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti insieme per formare nuove professionalità. Il percorso si inserisce nel sistema della Legge 4/2013 attraverso l’aggregazione dell’Associazione al Centro Studi E.S.S.E.

Ha preso il via una nuova edizione del corso sul Turismo delle Radici, promosso dalla Scuola di Impresa Confcommercio e dall’Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti, presieduta da Tiziana Nicotera.
Un percorso che non si limita alla formazione, ma si inserisce in un progetto più ampio finalizzato a dare identità, competenze e qualificazione professionale a quanti intendono operare in un settore che mette insieme turismo, genealogia, cultura, storia familiare, tradizioni, piccoli borghi e territori rurali.
La nuova edizione conferma, inoltre, la crescente attenzione verso il fenomeno: tra i partecipanti figurano operatori, professionisti e imprenditori provenienti da Sicilia, Calabria, Puglia, Piemonte, Friuli e Campania, ma anche da Svizzera, Portogallo e Argentina.
Un dato particolarmente significativo per una forma di turismo che, per sua stessa natura, nasce dal rapporto tra i territori italiani e quelle comunità di italiani e italo-discendenti che vivono nel resto del mondo.
Il Turismo delle Radici: tornare nei luoghi della propria storia
Il Turismo delle Radici rappresenta un segmento particolare dell’offerta turistica: il viaggio non nasce soltanto dalla volontà di conoscere una destinazione, ma dal desiderio di ritrovare le proprie origini.
Ricostruire un albero genealogico, ricercare documenti relativi ai propri antenati, individuare il paese dal quale partirono i nonni o i bisnonni, conoscere i luoghi nei quali vissero, riscoprire tradizioni familiari e incontrare le comunità locali sono esperienze che richiedono competenze diverse da quelle del turismo tradizionale.
Il tema è entrato anche nelle strategie pubbliche nazionali. Il progetto PNRR “Il Turismo delle Radici – Una strategia integrata per la ripresa del settore del turismo nell’Italia post Covid-19”, attuato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha puntato proprio a rafforzare il legame con l’Italia degli italiani all’estero e degli italo-discendenti, generando al tempo stesso nuove opportunità per piccoli comuni, borghi e territori. Nel 2026 il programma ha conosciuto un ulteriore sviluppo attraverso nuovi interventi finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione.
È in questo scenario che diventa sempre più importante poter contare su professionisti adeguatamente formati, capaci di accompagnare il viaggiatore nella costruzione di un’esperienza che può comprendere ricerca genealogica, conoscenza del territorio, patrimonio culturale, tradizioni e relazioni con le comunità locali.
L’Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti
Proprio dalla necessità di valorizzare queste competenze nasce l’attività dell’Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti, costituita nell’ambito della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, dedicata alle professioni non organizzate in ordini o collegi.
L’Associazione, presieduta da Tiziana Nicotera, opera per favorire la formazione e la qualificazione degli operatori del settore e per contribuire alla costruzione di una precisa identità professionale dell’Esperto del Turismo delle Radici, con attenzione anche alle competenze genealogiche, territoriali e legate al turismo rurale.
L’Associazione è aggregata al Centro Studi e Formazione Professionale E.S.S.E., Forma Aggregativa ai sensi dell’art. 3 della Legge 4/2013, iscritta nell’apposito elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Tiziana Nicotera: «Trasformare una grande opportunità turistica in professionalità»
La Presidente Tiziana Nicotera sottolinea proprio la crescita del settore e la necessità di accompagnarla attraverso una formazione specifica:
«Questa nuova edizione conferma quanto stia crescendo l’interesse verso il Turismo delle Radici. Abbiamo operatori, professionisti e imprenditori provenienti da diverse regioni italiane, ma anche dalla Svizzera, dal Portogallo e dall’Argentina. È un dato che ci rende particolarmente orgogliosi e dimostra come il legame con le proprie origini non conosca confini. Il nostro obiettivo è trasformare questa grande opportunità anche in professionalità, fornendo competenze specifiche a chi vuole accompagnare le persone nella riscoperta della propria storia familiare, dei territori e delle comunità di origine.»
Nicotera evidenzia anche il passo ulteriore compiuto attraverso il sistema della Legge 4/2013:
«Oggi vogliamo affiancare alla formazione un percorso strutturato di qualificazione professionale. L’Associazione nasce proprio per dare rappresentanza, identità e strumenti a chi opera nel Turismo delle Radici e nella genealogia, creando una comunità professionale capace di crescere attraverso formazione continua, condivisione delle esperienze e attenzione alla qualità dei servizi.»
Durante la prima lezione non sono mancate le testimonianze di Arianna Serena, Marcela Oxilia e Tonino Ponziano, partecipanti alla precedente edizione, che hanno raccontato la propria esperienza e il percorso intrapreso dopo la formazione.
Dalla Legge 4/2013 alla qualificazione delle nuove professioni
Il progetto assume un significato ancora più preciso se letto alla luce della Legge 4/2013, che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.
La normativa attribuisce un ruolo importante alle associazioni professionali, che possono promuovere la formazione permanente degli iscritti, adottare codici di condotta, vigilare sul rispetto delle regole associative e favorire forme di garanzia e trasparenza nei confronti degli utenti.
Si tratta di un modello volontario, che non istituisce nuovi ordini o albi professionali pubblici e non introduce riserve per l’esercizio della professione.
La stessa attestazione prevista dalla Legge 4/2013 non rappresenta un’autorizzazione pubblica all’esercizio dell’attività, ma uno strumento attraverso il quale l’associazione professionale può attestare, sotto la propria responsabilità e ricorrendone i presupposti, determinati elementi relativi all’iscritto e al percorso di qualificazione professionale.
Il ruolo del Centro Studi E.S.S.E.
È in questo sistema che si colloca il Centro Studi e Formazione Professionale E.S.S.E., al quale l’Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti ha aderito.
Il Centro Studi opera quale Forma Aggregativa ai sensi dell’art. 3 della Legge 4/2013, favorendo il coordinamento delle associazioni professionali aggregate e accompagnandole nei percorsi di organizzazione, formazione e qualificazione delle rispettive figure professionali.
Nel corso della prima lezione è intervenuto il Presidente del Centro Studi, Massimo di Mauro, che ha illustrato ai partecipanti il funzionamento della Legge 4/2013 e, in particolare, il percorso che potrà condurre i futuri professionisti all’iscrizione nel Registro dell’Associazione e, ricorrendone i requisiti, all’attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi.
«Il Turismo delle Radici sta creando nuovi spazi di attività e richiede, di conseguenza, professionalità sempre più preparate e riconoscibili. La Legge 4/2013 ci offre uno strumento importante per costruire attorno a queste competenze un percorso serio di qualificazione professionale. Non vogliamo creare un ordine professionale né introdurre barriere all’esercizio dell’attività: vogliamo invece valorizzare chi sceglie volontariamente di investire nella propria preparazione, nella formazione continua, nel rispetto di standard qualitativi e di principi deontologici, offrendo contemporaneamente maggiore trasparenza agli utenti.»
Per di Mauro, l’esperienza sviluppata con l’Associazione presieduta da Tiziana Nicotera rappresenta anche un modello applicabile alle nuove professionalità:
«Questa esperienza interpreta pienamente la funzione che vogliamo attribuire al Centro Studi E.S.S.E.: individuare professionalità emergenti, sostenere le associazioni che intendono rappresentarle e costruire percorsi capaci di coniugare formazione, competenza e qualità dei servizi. L’Esperto del Turismo delle Radici presenta inoltre una caratteristica particolarmente interessante: la professionalità diventa anche uno strumento di valorizzazione dei territori, dei piccoli comuni, della genealogia, della cultura e delle tradizioni italiane, con una naturale proiezione internazionale.»
Dal corso al Registro dei Professionisti del Turismo delle Radici
Il percorso formativo assume quindi anche una funzione propedeutica rispetto al progetto professionale promosso dall’Associazione.
Al termine del corso, coloro che avranno completato positivamente il programma e ottenuto il relativo attestato di superamento avranno acquisito il requisito formativo minimo previsto per poter accedere, in presenza degli ulteriori requisiti stabiliti dall’Associazione, al Registro dei Professionisti del Turismo delle Radici.
È importante distinguere i due passaggi.
L’attestato di superamento del corso certifica il completamento del percorso formativo; l’eventuale attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati, invece, rientra nel sistema previsto dalla Legge 4/2013 ed è rilasciata dall’associazione professionale secondo le condizioni previste dalla normativa e dai propri regolamenti. Non costituisce un requisito obbligatorio per esercitare la professione.
Formazione, iscrizione al Registro, aggiornamento professionale e rispetto delle regole associative diventano così parti di un progetto unitario finalizzato a rendere maggiormente identificabile e qualificata una professionalità destinata a confrontarsi con un mercato sempre più ampio.
Professionisti per riscoprire persone, storie e territori
Il Turismo delle Radici possiede una caratteristica che lo rende profondamente diverso da molti altri segmenti turistici: il viaggio comincia spesso molto prima della partenza.
Comincia da un cognome, da una fotografia, da un certificato ritrovato in famiglia, dal racconto di un nonno o dal nome di un piccolo paese italiano tramandato attraverso le generazioni.
Trasformare questi elementi in un’esperienza capace di ricostruire il rapporto tra una persona e la terra dei propri antenati richiede preparazione, sensibilità e conoscenza.
La nuova edizione del corso promosso dalla Scuola di Impresa Confcommercio e dall’Associazione Nazionale Esperti Turismo Radici e Genealogisti, insieme al percorso di qualificazione sviluppato nell’ambito del Centro Studi E.S.S.E., va esattamente in questa direzione: formare professionisti capaci non soltanto di accompagnare un viaggio, ma di aiutare a ricostruire un legame.
Un legame tra persone e territori, tra presente e passato, tra le comunità italiane e milioni di discendenti che, in ogni parte del mondo, continuano a riconoscere nell’Italia il luogo delle proprie radici.