Si è concluso a Trieste il primo percorso professionalizzante promosso da APIFE – Associazione Professionale Italiana Facilitatori di Embodiment. Dodici professioniste hanno completato la formazione e sono ora iscritte al Registro Professionale Nazionale dell’associazione. APIFE è Aggregata al CENTRO STUDI, inserita dal MIMIT nell’Elenco delle Forme Aggregative ai sensi della Legge 4/2013.

Si chiude con un risultato significativo il primo percorso professionalizzante promosso da APIFE – Associazione Professionale Italiana Facilitatori di Embodiment, con sede a Trieste.
Sono dodici le nuove Facilitatrici di Embodiment che hanno concluso il percorso formativo e che risultano ora iscritte al Registro Professionale Nazionale di APIFE, aprendo una nuova fase nello sviluppo e nella strutturazione di questa figura professionale in Italia.
Un traguardo che arriva in un momento in cui cresce l’interesse verso pratiche e competenze orientate all’ascolto del corpo, alla percezione, al movimento e alla relazione tra persona e ambiente.
Un percorso di 300 ore tra teoria, esperienza e pratica supervisionata
Il corso si è articolato in 300 ore complessive di formazione, integrando teoria, esperienza diretta, pratica e pratica supervisionata.
Il programma ha approfondito l’Embodiment attraverso diverse dimensioni: il corpo, la percezione, il movimento e la relazione tra persone e ambiente, adottando un approccio trauma-informed.
Una struttura formativa pensata per costruire competenze specifiche e dare maggiore riconoscibilità a un ambito professionale che, secondo APIFE, risponde a una crescente richiesta di percorsi incentrati sulla consapevolezza corporea e sulla qualità della relazione con la propria esperienza.
Che cos’è l’Embodiment
L’Embodiment viene descritto da APIFE come un approccio e una prospettiva disciplinare che considera mente e corpo strettamente interconnessi, riconoscendo al corpo un ruolo integrante nei processi mentali e nell’esperienza della persona.
All’interno di questa prospettiva, il Facilitatore di Embodiment accompagna la persona nell’esplorazione della propria esperienza corporea e può collaborare con professionisti appartenenti a diversi ambiti, integrando il lavoro sul corpo e sulla percezione nei percorsi di crescita personale, educazione, movimento e benessere.
Una figura, dunque, che si colloca in un settore nel quale stanno assumendo crescente rilievo i temi legati a corpo, stress, percezione e qualità della vita.

Un Registro Professionale Nazionale dedicato
Proprio in risposta a questa crescente attenzione, APIFE ha sviluppato non soltanto un percorso formativo specifico, ma anche un Registro Professionale Nazionale dedicato ai Facilitatori di Embodiment.
L’obiettivo è quello di offrire un riferimento strutturato, basato su criteri condivisi e su una formazione definita.
Con l’ingresso delle prime dodici professioniste, il Registro compie così un passaggio concreto dalla fase progettuale a quella pienamente operativa.
APIFE nella Rete E.S.S.E.
Un elemento centrale nel percorso associativo di APIFE è rappresentato dal collegamento con il mondo E.S.S.E. – Ente Sportivo Sociale Europeo.
APIFE è infatti aggregata al CENTRO STUDI E.S.S.E., inserita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’Elenco delle Forme Aggregative ai sensi della Legge 4/2013.
Una collocazione che rafforza il percorso di organizzazione e valorizzazione della figura professionale, inserendola all’interno di una rete più ampia dedicata alle professioni non organizzate.
“Si apre una nuova fase per l’Embodiment in Italia”
APIFE, con la Sua Presidente Sara Kaleb, sottolinea il valore di questo primo gruppo di professioniste come punto di partenza per una maggiore strutturazione dell’Embodiment nel panorama nazionale.
“Con queste dodici professioniste si apre una nuova fase per l’Embodiment in Italia: una pratica che oggi può contare su una formazione professionale strutturata, su criteri condivisi e sulla solidità di una rete nazionale ed europea come quella di E.S.S.E., offrendo alle persone un riferimento qualificato”.
Una dichiarazione che sintetizza bene la direzione intrapresa dall’associazione: costruire attorno alla figura del Facilitatore di Embodiment un percorso riconoscibile, fondato sulla formazione e sulla condivisione di standard professionali.
Un riferimento per utenti e professionisti
Secondo APIFE, per il pubblico e per gli utenti finali la presenza di un percorso formativo strutturato e di un Registro Professionale Nazionale significa poter individuare figure con una preparazione specifica, orientata alla comprensione del corpo, del sistema nervoso e della relazione con la propria esperienza corporea attraverso un approccio trauma-informed.
La conclusione del primo corso rappresenta quindi un passaggio importante sia per l’associazione sia per le professioniste che hanno completato il percorso.
Dodici nuove Facilitatrici entrano ora nel Registro, mentre APIFE consolida la propria presenza nel panorama delle professioni non organizzate e nella rete E.S.S.E.
Un primo traguardo che apre la strada allo sviluppo di nuove competenze, nuovi percorsi e nuove opportunità di qualificazione professionale nel campo dell’Embodiment.
Foto a cura di Matilde PISANI.

