Nuova fiscalità per gli ETS: l’Agenzia delle Entrate apre la consultazione pubblica, ma i tempi sono stretti

14 Gennaio 2026

Dal 19 dicembre 2025 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la bozza di circolare sulla nuova fiscalità applicabile agli Enti del Terzo Settore (ETS), avviando una consultazione pubblica che resterà aperta fino al 23 gennaio 2026.

Si tratta di un passaggio atteso da tempo, destinato a fornire i primi chiarimenti ufficiali sull’attuazione delle norme fiscali contenute nel Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), in particolare in materia di imposte sui redditi, qualificazione fiscale degli enti e criteri di commercialità o non commercialità.


Una consultazione importante, ma con tempi ridotti

La bozza di circolare rappresenta un documento tecnico di grande rilievo per il mondo associativo, poiché definisce il perimetro fiscale operativo dei soggetti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Tuttavia, la consultazione pubblica è stata avviata a ridosso dell’entrata in vigore del nuovo regime fiscale, prevista per il 1° gennaio 2026, lasciando di fatto agli enti poco più di un mese per inviare osservazioni, proposte e richieste di chiarimento.

Gli enti, le reti associative e i professionisti del settore possono inviare contributi all’indirizzo e-mail ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (dc.pflaenc@agenziaentrate.it), seguendo il modello indicato per argomento, paragrafo e osservazioni.
Al termine della consultazione, l’Agenzia renderà pubblici i contributi ricevuti, salvo esplicita richiesta di riservatezza.


Un avvio “a rischio incertezza”

La pubblicazione della bozza rappresenta senza dubbio un segnale positivo di dialogo tra l’Amministrazione finanziaria e il Terzo Settore, ma la tempistica rischia di creare una partenza complessa e frammentata.
Molti ETS, infatti, stanno già adeguando i propri sistemi contabili, definendo procedure interne e impostando i nuovi regimi fiscali, mentre le linee interpretative ufficiali sono ancora in fase di definizione.

Come sottolineano diversi operatori e consulenti del settore, questa situazione potrebbe generare disomogeneità nelle applicazioni, incertezze sulle classificazioni delle entrate e possibili correzioni successive nelle rendicontazioni economiche.
Un rischio di “partenza al buio” che si sarebbe potuto evitare con un margine di consultazione più ampio e una pubblicazione anticipata del documento.


Un’occasione di partecipazione per il Terzo Settore

Nonostante i tempi ristretti, la consultazione resta un’occasione importante per il Terzo Settore di far emergere criticità, proporre soluzioni e contribuire a una normativa più chiara e sostenibile.
Il confronto tra istituzioni, professionisti e organizzazioni potrà essere determinante per migliorare la comprensione e l’applicazione del nuovo quadro fiscale, garantendo maggiore coerenza tra le finalità solidaristiche degli enti e la loro gestione economica.

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