Riflessioni sulla situazione del canile sanitario comprensoriale di Gubbio

20 Febbraio 2026

Dal mese di novembre 2025, l’assenza della veterinaria responsabile del canile sanitario comprensoriale di Gubbio, in provincia di Perugia,  per un periodo di ferie in prossimità del pensionamento, ha posto l’attenzione su alcune criticità organizzative della struttura.

Attualmente, l’assistenza sanitaria ai cani ricoverati risulterebbe garantita attraverso il servizio di reperibilità veterinaria. Alcuni servizi, secondo quanto riferito da volontari e operatori, sembrerebbero svolgersi in forma ridotta.

Nonostante le rassicurazioni del vicesindaco Francesco Gagliardi, con delega al canile, la situazione viene percepita da parte di cittadini e associazioni ancora  in lenta evoluzione.

Molti si interrogano sulle prospettive future della struttura e sull’assetto organizzativo che potrà garantirne la piena funzionalità. Il tema riguarda non solo il benessere degli animali ospitati, ma anche le attività svolte sul territorio, comprese quelle relative a segnalazioni di presunto maltrattamento o detenzione in condizioni non adeguate sotto il profilo etologico.

 

È noto che i canili sanitari rappresentano un presidio di sanità pubblica, con funzioni di prevenzione, monitoraggio e contenimento delle zoonosi, ossia delle malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. Proprio per questo motivo, la continuità e la stabilità del servizio veterinario rivestono un ruolo importante anche sotto il profilo della salute collettiva.

Nei giorni scorsi, il sindaco Vittorio Fiorucci ha richiesto l’intervento della polizia municipale a seguito della segnalazione, da parte di volontari, di un episodio che avrebbe coinvolto alcuni cuccioli recentemente accalappiati. L’intervento dei volontari, in stretto contatto con il veterinario reperibile, ha  consentito di gestire tempestivamente la situazione.

Questi episodi alimentano una riflessione più ampia non solo sul canile sanitario, ma anche sul rifugio. In passato la struttura è stata oggetto di critiche e polemiche sui social network, alcune delle quali hanno generato un clima particolarmente acceso.

 

Negli anni sono stati realizzati interventi migliorativi; tuttavia, resta aperto il tema delle manutenzioni e degli investimenti necessari per garantire standard adeguati nel tempo.

Nel mese di dicembre è stato pubblicato un avviso per manifestazioni di interesse relativo alla gestione del canile sanitario e del rifugio, con l’obiettivo dichiarato di favorire investimenti sulla struttura. L’iniziativa, allo stato attuale, non avrebbe prodotto esiti concreti. Si parla della possibilità di un nuovo bando.

 

Resta centrale una domanda: quale modello gestionale possa assicurare sostenibilità economica e, al tempo stesso, la natura di presidio sanitario della struttura, nel rispetto della normativa vigente.

 

Nel frattempo, le associazioni continuano a collaborare nelle attività di monitoraggio e nelle adozioni, pur evidenziando la complessità degli adempimenti burocratici previsti.

L’auspicio condiviso è che si possa giungere a una soluzione stabile e trasparente, nell’interesse degli animali, dei volontari e dell’intera comunità.

 

Ernesta Cambiotti

 

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